Ciao Fabio e Gabri, benvenuti. Mi sembra che i commenti siano stati piu’ che sufficienti per convincere Fabio ad abbandonare la strada del taglio con aceto di vino in favore dell’ acetificato. Butto li’ anche la mia personale opinione che non aggiunge molto, ma com’ e’ giusto che sia bisogna sentire 100 pareri prima di filtrare quello che si ritiene giusto. La mia batteria e’ partita con un mosto che ho fatto fermentare in damigiane dopo inoculo con lieviti selezionati, e poi avviato all’ acetificazione usando un innesto che stava acetificando (un po’ come descritto da Gabri). L’ acidita’ (v/v) e’ adesso tra 8.5 e 9.5 in tutti i barili. Tuttavia, puoi andare sul sicuro riempiendo la tua batteria direttamente con un buon acetificato, trovi in giro (e anche sul forum) dei buoni produttori. I rincalzi, secondo me, li puoi effettuare gia’ dal primo anno (ovviamente senza prelievo, per quello ci vorranno tempo e sospiri). Nel frattempo, potrai usare la badessa o altri contenitori ed effettuare tu stesso i passaggi di fermentazione e acetificazione. Un errore fuori dalla batteria non compromettera’ il prezioso contenuto delle botti, e avrai la possibilita’ di correggere il tiro col tempo… e contando l’ anno di acetificazione che hai davanti, il tempo non ti manca! PS: ah, un altro estimatore di ginepro, croce e delizia. Tra una decina d’ anni mi saprai dire come ti sta venendo.
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