Si, grazie della precisazione, uso il rifrattometro per comodità, anche in fase di cottura (in questo modo faccio un piccolo prelievo di mosto caldo che raffreddo comodamente per ottenere una buona lettura rifrattometrica a circa 20 ° di temperatura. Poi lo continuo ad usare anche in fase di fermentazione, per comodità e pigrizia, consapevole che l’errore c’è. Tuttavia a me interessa valutare il trend, se il mosto presenta gli inequivocabili segnale della fermentazione (la CO2 che continua a formarsi) e il grado zuccherino cala (anche se la lettura e un pò falsata dalla presenza di alcool), sono sicuro di andare nella direzione giusta. Tuttavia concordo con voi che dovrei usare di più il mostimetro, e mi riprometto sempre di farlo. Per rispondere all’ultima domanda vi dico che quest’anno mi sono fermato con la cottura del mosto a 26 brix, che dopo raffreddamento sono diventati 28, corrispondenti a 24 babo. Come ho già detto l’obbiettivo è quello di ottenere un fermentato molto alcolico che opportunamente dosato nel mosto già acetico che ho a disposizione (intorno a 5 di acidità), me ne aumenti l’acidità. Cosa ne pensate?
Ciao
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