Venendo alla tua domanda, ci sono vari piani su cui ragionare: innanzitutto dipende se vuoi vendere il tuo prodotto come Aceto Balsamico Tradizionale DOP o no. Nel primo caso allora devi avere le batterie certificate, avere i registri del prodotto immesso (anch’esso da certificare/certificato), e fare tutto l’iter per arrivare a conferire il prodotto alla Camera di Commercio, sottoporlo ai tavoli d’assaggio, imbottigliarlo nelle bottiglie di Giugiaro da 100 ml, e finalmente poterlo vendere.
C’è poi la possibilità di venderlo come “condimento balsamico”, allora tutto quello che impone il disciplinare non ti riguarda più: puoi usare le bottiglie della dimensione che vuoi, comporre l’etichetta come vuoi, etc… L’unica cosa che sicuramente non puoi fare è l’associazione delle due parole “aceto+balsamico”. Ovviamente, visto che si tratta di un prodotto alimentare, questo non ti esime dalle normative sanitarie (soprattutto per quanto riguarda i criteri di igiene dell’ambiente di produzione). Ci sono acetaie professionali che vendono una parte della loro produzione come “condimento balsamico” alla clientela che, conoscendo il prodotto, sa che sta comprando (ad un costo minore) del balsamico tradizionale che semplicemente non si può chiamare così. Poi c’è infine l’aspetto fiscale: se aprire una partita iva o meno è una cosa che ti può dire solo un commercialista, in relazione alle quantità che vuoi vendere e a tutto il tuo contesto fiscale personale.
Digita per cercare
Login
Password dimenticata?
Non hai ancora un account? Crealo ed entra a far parte della community di al vasèl! REGISTRATI ORA