Buongiorno a tutti, sono Stefano da Modena, ci siamo già confrontati qualche tempo fa su alcuni aspetti della conduzione dell’acetaia. Personalmente gestisco le mie 6 batterie di famiglia da una dozzina di anni e aiuto alcuni amici nella gestione delle loro acetaie, grazie ad una base nozioni scolastiche da perito chimico, ad un interessante corso fatto alla AED di Modena e a tanta passione per il balsamico. Il quesito che pongo oggi agli amici del forum è legato alla massima acidità che posso ritrovarmi nella botte madre, essendomi imbattuto in un paio di badesse di un amico che presentano una acidità di oltre il 20%, precisamente 21,4 e 23,3 %, espresso in p/v, con densità di 23 °brix. Sono due botti che da anni non vengono rincalzate, circa a metà volume di riempimento e senza di madre, almeno superficiale (sinceramente non valutato bene il fondo). Considerato che nella gestione delle mie batterie cuocio il mosto fresco, lo fermento e poi lo acetifico, sono consapevole di quanto sia difficile la fase di acetificazione, e valori così alti non li ho mai visti, nemmeno in commercio. Considerato anche la volatilità dell’acido acetico mi sembrano valori troppo elevati, che portano ad un odore non confrontabile con quello del classico aceto forte con acidità di 10-12 % (sinceramente non ho avuto il coraggio di assaggiare il prodotto…). Della correttezza dell’analisi sono sicuro, le eseguo personalmente con il metodo classico della titolazione acido-base, usando NaOH 0,1 N e fenolftaleina come indicatore, fatte insieme ad altri campioni che sono risultati in linea con i loro andamenti storici. Quello che vi chiedo quindi è se è capitato a qualcuno di imbattersi in aceti con acidità così elevate e come se le spiegano. Intanto grazie a tutti. I miei saluti. Stefano
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